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Industria 4.0 super ammortamento

Segnali di ripresa grazie all'industria 4.0 e l'iperammortamento

La buona notizia arriva dalla Commissione europea, L’Italia è il paese che ha registrato il maggior incremento dell’indice ESI (indice del sentimento economico nella zona euro) assestando un 3,6% contro l’1,7% della Francia, 1,4% della Spagna e un - 0,6% della Germania.

L’aumento è, secondo la Commissione, il frutto del miglioramento della fiducia nel settore dell’industria e dei servizi. Una buona iniezione di fiducia considerando il periodo di incertezza, soprattutto se accostato ai dati diffusi dall’ISTAT, che indica un incremento del 2,7% del fatturato nei servizi relativamente al secondo trimestre. Ma cos’è che sostiene l’indice? In una nota il MISE sottolinea come “i buoni segnali vengano dai settori industriali ad alto contenuto tecnologico” e ancora… “il fatturato del commercio in tecnologia e macchinari aumenta quasi il doppio dell’indice generale, con una crescita sostenuta dal commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture ed apparecchiature Ict.

L'industria 4.0 e la crescita sostenuta delle imprese ad alto contenuto tecnologico

Il punto è che le aziende investono sempre più in tecnologia ed innovazione, perseguendo l’unica strada per mantenere alta la competitività ed uscire davvero dalla crisi. Tirano soprattutto gli investimenti in beni strumentali. Le imprese infatti stanno utilizzando in maniera consistente gli strumenti messi a disposizione dal piano Industria 4.0 (soprattutto iper e superammortamento). Proprio per questo da più parti arriva la richiesta di prolungare il piano industria 4.0 per stabilizzare e rendere strutturale il trend di crescita. Basta dire che le imprese della meccanica crescono il doppio del PIL, e tra queste a crescere più di tutte ci sono proprio quelle al centro della rivoluzione industriale 4.0. Gli incentivi stanno giocando un ruolo chiave nello sviluppo di nuove tecnologie e per chi ancora non l’avesse fatto, qui può scaricare la guida del Mise

Un nuovo fondo da 30 milioni di euro

Di qualche giorno fa è la notizia della nascita di un nuovo fondo di Vertis SGR, Vertis Venture 2 Scaleup, che metterà in campo 30 milioni di euro per progetti Made in Italy nei settori della robotica, meccatronica, automazione e tecnologie digitali. In particolare per startup che abbiano già ottenuto investimenti e che operino nei settori tipici della nuova rivoluzione industriale. La dotazione potrà essere raddoppiata nel giro di un anno. Grazie al “Fondo italiano di investimento che opererà come anchor investor il fondo annunciato dalla società italiana di private equity e venture capital potrà arrivare a 60 milioni. Il fondo sarà rivolto a tutte quelle aziende che hanno dimostrato di essere scalabili e abbiano già passato la prova del mercato. I capitali a disposizione di ogni impresa saranno compresi fra i 2 e i 6 milioni di euro. “Cercheremo di avere un occhio di riguardo proprio per il Sud” dice Amedeo Giurazza, Ceo di Vertis. Il centro Nord raccoglie infatti oltre il 70% delle operazioni di questo tipo ma tra le regioni del Sud, la Campania risulta seconda e Vertis ha avuto sempre un occhio di riguardo per leaziende nate a sud di Roma.

Segnali e novità importanti, che suggeriscono di continuare su questa strada. A settembre partirà la nuova cabina di regia su industria 4.0, con la speranza che venga prolungato l’iperammortamento e che si instaurino politiche strutturali e di medio-lungo periodo.

Nonostante la crisi, il fisco, i costi dell’energia e i tempi della giustizia, L’Italia resta il secondo paese manifatturiero d’Europa, fatto di imprese capaci di evolversi e di investire in innovazione. Dovremmo allora chiederci:

cosa saremmo capaci di diventare con un piano di politica industriale di lungo periodo?

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