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Fintech internet banking

Dagli ATM al Fintech: breve storia dell'innovazione finanziaria

È in atto un cambiamento epocale nelle abitudini di risparmio, di gestione del denaro e nell’utilizzo dei servizi finanziari. Tutti ce ne rendiamo conto, tutti siamo coinvolti. In Italia gli utilizzatori mensili di conti correnti online sono sulla soglia dei 18 milioni e crescono al ritmo di 100 mila al mese. In pochi anni le tecnologie sviluppate da un numero sempre crescente di start up stanno velocizzando in maniera decisiva questo cambiamento radicale del mercato finanziario, mettendo gli istituti bancari di fronte alla necessità di rinnovarsi profondamente. Ma come è iniziata questa rivoluzione?

Da Bretton woods alla “Deregulation”

Dalla prima banca in senso moderno, il Banco di San Giorgio nato nel 1407, sino alla rivoluzione dell’elettronica, non molto è cambiato. La base per lo sviluppo in senso “contemporaneo” del banking, dei servizi finanziari, c'è con gli accordi di Bretton Woods. Da qui si posero le basi di un nuovo ordine economico, finanziario e monetario di natura globale, a cui ancora oggi facciamo riferimento. Con l’introduzione dell’elettronica, con l’innovazione tecnologica, cambia tutto. Il sistema bancario, uno dei primi early adopter dei sistemi elettronici, ha modificato profondamente il proprio modo di operare solo dalla metà degli anni 50’, quando negli States venne creata la prima carta di credito. Diners , creata nel 1950 da Frank Mcnamara, fu un evento storico, è la progenitrice delle moderne American Express, Visa, Mastercard e, in Italia, dal 1986 Cartasì . In questi anni abbiamo un'altra piccola rivoluzione nei servizi finanziari, l’ATM. Nasce nel 1967 a Londra e in pochissimo tempo si espande e diventa interconnesso; funzionale al nuovo sistema è lo SWIFT , nato per automatizzare e standardizzare le transazioni finanziarie internazionali. Il terzo grande cambiamento è la nascita del NASDAQ nel 1971, che dà una spinta decisiva allo sviluppo del trading elettronico. Spinta vera che arriverà solo con la diffusione dei personal computer. Dagli anni 80 con la diffusione dei primi, rudimentali servizi di home banking, e soprattutto con la Deregulation finanziaria voluta dai governi neoliberisti di Reagan e Thatcher, abbiamo la prima e definitiva trasformazione del sistema bancario mondiale.

Gli anni 90 e internet

La fase del prefintech, del periodo che precede cioè l’avvento delle startup finanziarie, si sviluppa con internet e gli anni 90. Con l’espansione dei pc, con il web, si sviluppò quello che darà una spinta fondamentale all’evoluzione dei servizi finanziari, il commercio online. Grazie al commercio elettronico infatti, i grandi player globali iniziano ad investire capitali nello sviluppo di servizi che facilitano gli acquisti online, come paypal ad esempio e d'altra parte, i consumatori cominciano a prendere confidenza con i pagamenti online e con il mondo del commercio online in generale. Solo nell’ultimo trimestre del 2015, PayPal ha processato pagamenti per 80 miliardi di dollari. Gli anni 90 ci lasciano con grandi promesse, con l’arrivo del banking online in corrispondenza della crescita della penetrazione dei pc nel paese e con l’avvento della new economy.

La crisi finanziaria e la nascita del Fintech

La penetrazione e l’utilizzo dei nuovi servizi online aumenta sempre di più, ma la vera svolta si ha solo nel 2008, quando con la crisi finanziaria e la caduta di fiducia dei consumatori negli istituti bancari, va definitivamente in crisi il modello universale di banca. È la nascita del fintech, il nuovo volto della finanza. Diversi paesi mettono in atto riforme per scindere le attività tradizionali dagli investimenti finanziari, in primis gli U.S.A. In questo quadro il Fintech si è fatto strada impattando notevolmente sul nostro modo di gestire il denaro e ad oggi raccoglie qualcosa come 20 miliardi di dollari (World Retail Banking Report 2016 di Capgemini e EFMA) per lo sviluppo di nuovi servizi. Un settore che come detto ha l'attenzione dei colossi del web che rilevano piccole startup del settore per offrire nuovi servizi finanziari alla clientela. In Italia sono più di 100 le startup fintech che hanno ricevuto finanziamenti. 33,6 milioni di euro nel 2015. Poco se si pensa agli investimenti globali ma comunque un grosso passo in avanti rispetto ai 7,5 milioni di euro nel 2014 . Si occupano principalmente di Crowdfunding (45%), servizi bancari (16%), pagamenti (12%). Un settore che sta dando molte soddisfazioni e che sta costringendo le banche ad evolversi. Sono molte, agguerrite ed hanno la fiducia dei consumatori. Stanno introducendo standard di "customer experience" superiori a quelli offerte dalle banche tradizionali e in alcuni casi offrono prestazioni migliori a costi più bassi. La sfida delle banche sta nel cooperare con le aziende del fintech con la premessa che evolvere il modello di business è fondamentale per restare sul mercato.

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