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Google Pixel 2 Phone by Google

Google e Htc: saranno in grado di mettere in crisi il duopolio Apple - Samsung?

Se ne parlava da giorni, settimane, e qualche giorno fa è arrivato l’annuncio: Google ha confermato l’acquisto della divisione mobile del colosso Taiwanese HTC versando 1,1 miliardi di dollari nelle sue casse. La notizia è stata confermata attraverso un post sul blog ufficiale del colosso di Mountain View. L’accordo prevede sostanzialmente il passaggio di circa 2000 dipendenti e di parte della proprietà intellettuale a Google attraverso un contratto di licenza non esclusiva.

IL FATTORE UMANO AL CENTRO DELL'ACCORDO

La collaborazione tra queste realtà sembra la premessa per nuove, ulteriori acquisizioni da parte di Google. La collaborazione tra Google e HTC è infatti decennale. Il colosso americano si è spesso rivolto al produttore made in Taiwan per la produzione degli smartphone. Dal Nexus fino al Pixel Plus e il Pixel 2, in uscita il prossimo 4 ottobre. Proprio da questa collaborazione scaturisce la volontà di Google di acquisire il fattore umano di HTC, proprio il team che ha lavorato a Pixel, circa 2000 persone! Conferma infatti Rick Osterloh in un post sul blog ufficiale di Google: ” Questi futuri googler sono persone fantastiche con cui abbiamo lavorato a stretto contatto sulla linea Pixel e siamo molto contenti di avere la possibilità di trasformarci in un unico team”.

DOPO L'ACQUISIZIONE DEI BREVETTI, ADESSO SI PUNTA ALL'HARDWARE

Questo non è il primo passo di Google nel mondo degli Smartphone. Come è noto nel 2011 BigG acquistò per 12,5 miliardi la divisione mobile Motorola per poi rivenderla nel 2014 ai cinesi di Lenovo, dopo aver lanciato l’apprezzata linea Moto X, per 2,9 miliardi. Ma all'epoca si trattava più di un acquisizione di brevetti che di cimentarsi realmente con l'hardware della telefonia. HTC dal canto suo continuerà a produrre smartphone e punterà decisamente sul suo progetto di punta: il visore di realtà aumentata HTC VIVE. Cher Wang, Presidente e CEO di HTC dice: “Questo accordo è un brillante passo in avanti nella nostra lunga storia di partnership e consentirà a Google di potenziare il proprio business hardware, garantendo al contempo la continuità della collaborazione all’innovazione all’interno dei nostri smartphone Htc e della realtà virtuale Vive”

QUAL È L'OBIETTIVO DI GOOGLE ?

Google riprova quindi a rompere il duopolio Apple – Samsung. Certo, di competitors ce ne sono, ma attualmente quello degli smartphone è il loro mercato, con il 74% delle vendite e il 94% dei profitti secondo Strategy Analytics. Altri hanno fallito. Microsoft e Nokia hanno tentato e, per un periodo, hanno messo sul mercato prodotti molto interessanti ma non hanno mai davvero catturato il cuore dei consumatori. In passato HTC aveva cercato di diventare in qualche modo il terzo player del mercato globale ma in realtà non è mai riuscita a scalfire il duopolio, soprattutto negli smartphone di fascia alta. Da un picco di 44 milioni di smartphone venduti nel 2011, le vendite degli Smartphone HTC sono crollate sotto i 14 milioni l'anno passato. Molto lontane dai 300 milioni distribuiti dalla casa si Seul. Anche Google ha fatto abbastanza bene in passato ma i suoi prodotti non sono mai davvero andati oltre la nicchia degli appassionati Android. Certo adesso, con le risorse praticamente illimitate di Google e le chiavi del sistema operativo Android sarà possibile offrire al mercato un sistema hardware-software in grado di competere con quello messo in campo da Apple ma, non è questo il vero obiettivo di Google. In realtà l'obiettivo è aumentare la quota di Pixel nel segmento Premium in modo da avvantaggiare le funzionalità e i servizi dislocati su tutti i telefoni Android, come Google Assistant. Samsung ha lanciato delle proprie versioni di servizi come l' assistente virtuale o un sistema di pagamento ma la maggior parte degli utenti preferisce quelli del gruppo Alphabet.

Un terzo player sarebbe un vantaggio soprattutto per i consumatori

Resta comunque lo scetticismo per quello che è successo in passato. Come dice Richard Windsor di Edison Investment Research in una nota di giovedì agli investitore: “molte delle aziende acquisite da Google si sentono orfane indesiderate, poco valorizzate. Google non ha ancora mostrato di aver imparato dagli errori del passato ma speriamo lo faccia presto”. Avere più player che giocano sul grande mercato dell’innovazione porta molti vantaggi, in primis per noi consumatori.

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