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flat tax italia

Tutto sulla flat tax - a partire dal 2020 per persone fisiche e partite Iva. I consigli dell'esperto!

Argomento di grande interesse e molto discusso quello della Flat Tax, descritto come sistema di abbassamento delle tasse per il contrasto all’evasione fiscale. Considerato anche come un metodo destinato ad attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza delle persone e dei patrimoni in Italia. Approcci diversi e contrastanti sia sul piano giuridico che su quello economico esulano dalla presente disamina legislativa, che mira ad un preliminare orientamento dei contribuenti interessati a valutare la convenienza o meno all’adesione di questo nuovo regime.

Con la legge Bilancio 2019 (L..n.145/2018, art.1 commi 17-22), viene appunto introdotta una nuova imposta sostitutiva del 20% con decorrenza posticipata al 2020. La Flat tax, “l’imposta piatta”, dal 1 gennaio 2020 sostituisce infatti l’Irpef, le addizionali comunali e regionali e anche l’Irap. Questa nuova imposta sostitutiva del 20% è destinata solo alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arti e professioni (con esclusione quindi di tutte le società di persone ed equiparate e tutte le società di capitali) che nel periodo precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione hanno conseguito ricavi o percepito compensi tra i 65.001 euro e 100.000 euro.”

Al di sotto della soglia della flat tax?

Al di sotto di questa soglia, rispettando i requisiti di accesso, trova applicazione il “sistema forfettario” per l’anno seguente. La “legge di stabilittà 2015” (art. 1, commi da 54 a 89 della legge 23 dicembre 2014, n.190) introduceva un nuovo regime forfettario destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni. Successivamente la “legge bilancio 2019” (legge 30 dicembre 2018 n.145) ha ulteriormente ampliato la platea dei contribuenti che possono accedervi, innalzando infatti il limite dei ricavi o compensi a 65.000 euro indipendentemente dall’attività svolta. In sintesi, per il regime forfettario, sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap pari al 15%. Per tutte le nuove attività, ma sotto alcune condizioni, l’aliquota viene ridotta al 5% per i primi cinque anni.

Come viene determinato il reddito imponibile?

Le regole di determinazione del reddito imponibile da sottoporre a imposta sostitutiva sono molto diverse rispetto al regime forfettario. Infatti, mentre per quest’ultimo la base imponibile è individuata attraverso un abbattimento percentuale dei ricavi senza tener conto delle spese e degli oneri sostenuti, per la flat tax la base imponibile viene determinata analiticamente secondo le ordinarie regole previste dal Tuir, che sul reddito da lavoro autonomo viene dettata agli art.53 e seguenti, su quello di impresa agli art.66 e seguenti, per le imprese minori e sul regime ordinario agli art.55 e seguenti, per i contribuenti che hanno effettuato l’opzione. Inoltre nel nuovo regime non è ammessa la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.

Dopo il rispetto dei requisiti di accesso e le cause di esclusione si può valutare la convenienza ad aderire alla Flat Tax, in quanto è una scelta discrezionale del contribuente. In caso contrario si procederà all’applicazione dell’attuale regime ordinario Irpef vigente, basato sull’applicazione di aliquote progressive per scaglioni e l’assoggettamento alle addizionali regionali e comunali, nonché nei casi previsti dalla legge, ad Irap.

Le cause ostative, individuate nel comma 19 della legge Bilancio, condizionano il rispetto dei requisiti di accesso al regime della Flat Tax, in particolare l’eccedenza dei ricavi o dei compensi tra 65.001 euro e 100.000 euro anche di un solo euro, rispetto al limite massimo della soglia, comporta l’esclusione del contribuente a tale regime per l’anno successivo.

Le cause di esclusione dal regime

L’articolo 1 della legge di bilancio al comma 19 indica tutte le cause di esclusione al regime: le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfettari; i soggetti non residenti ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea, o in uno Stato aderente all’Accordo, sullo spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito da essi complessivamente prodotto (non residenti Schumacker); i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi; gli esercenti attività d’impresa arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’art.5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni; le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Le cause ostative sono analoghe al regime forfetario ed al momento c’è un punto di incertezza che riguarda in particolare la lettera d), ossia se le partecipazioni che compromettono l’accesso alla flat tax debbano essere insussistenti al 1 gennaio 2020 oppure possano essere rimosse in seguito. Anche per altri casi particolari si attendono chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I soggetti che aderiranno alla flat tax non saranno assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta e saranno esonerati come per il regime forfettario dall’applicazione dell’IVA e dai relativi adempimenti (art.1 commi da 54 a 89 della L.190/2014) mantenendo la soggettività passiva Iva non potendo però esercitare il diritto alla detrazione. Per gli stessi soggetti resterà comunque l’obbligo di fatturazione elettronica previsto dal Dlgs n.127 del 5 agosto 2015 riportando sulle stesse l’annotazione del regime adottato.


Prof.ssa Dott. Comm. Manuela Santamaria Diritto Tributario Internazionale Università Guglielmo Marconi -Roma

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